giovedì 28 luglio 2016

Primo colloquio gratuito!


Lo studio di psicologia e mediazione familiare offre fino al 30 settembre l'opportunità di usufruire di un primo colloquio gratuito, telefona e prenota





sabato 2 aprile 2016

Il vaginismo: aspetti psicologici


Il vaginismo è un disturbo sessuale che consiste in una contrazione riflessa e involontaria dei muscoli del perineo, della vulva, dell'orifizio vaginale così marcata da rendere dolorosa la penetrazione, o anche da impedirla.
La contrazione si verifica non solo al momento del rapporto sessuale, ma per qualunque tipo di penetrazione, petting, visita ginecologica, uso di tamponi interni, lavanda o candelette vaginali. Chi è affetta da vaginismo, in questa circostanza, prova un dolore intenso, anche se la contrazione è dovuta a muscolatura striata, e quindi volontaria, ma non può impedirla. La paziente arriva dal ginecologo confusa e in preda a un forte senso di frustrazione. Di fronte a un problema di rapporti sessuali dolorosi o impossibili l' ipotesi più probabile è che si tratti di una causa psicogena. Tuttavia è importante prima di effettuare una diagnosi di vaginismo, escludere altre cause di tipo anatomico e mediche quali: malformazioni del canale vaginale, setti, imene spesso e fibroso, forme infiammatorie acute e croniche, infettive e anche allergiche.
Una volta scartate le cause di ordine anatomico e medico, è opportuno dunque ipotizzare che con tutta probabilità le ragioni, che hanno determinato il problema, sono di tipo psicologico.
Le donne che hanno un vaginismo di tipo psicologico, solitamente hanno alle spalle lunghi anni di matrimonio o di fidanzamento non consumato. Risolvere in coppia non è facile ed è raro la remissione spontanea della patologia.
Le donne vaginismiche hanno una rappresentazione dei propri genitali molto diversa dal loro aspetto somatico. La vagina è sempre rappresentata come molto piccola e impenetrabile.
La donna vaginismica ha paura di perdere il controllo della situazione, spesso ostentano un atteggiamento mascolino e hanno successo nel lavoro.
Spesso si rivolgono ad uno psicologo o un sessuologo perché desiderano avere un figlio, ma non perché si ha un problema e si vuole risolvere.
Il dolore solitamente deriva dai tentativi di penetrazione nonostante la donna lo desideri. Non ha mai usato assorbenti interni, ha una scarsa conoscenza del proprio corpo e della sessualità, non ha mai effettuato una visita ginecologica interna.
Criteri diagnostici secondo il DSM-IV per il vaginismo: Ricorrente o persistente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina che interferisce con il rapporto sessuale. L’anomalia causa notevole disagio o difficoltà interpersonali e non è attribuibile ad una condizione medica generale.
Può essere primario o secondario, generalizzato o situazionale, dovuto a fattori psicologici o a fattori combinati, ad esempio, organici e psicologici insieme.
  • Vaginismo primario: il disturbo esiste da sempre
  • Vaginismo secondario: il disturbo è comparso dopo un periodo di attività sessuale normale
  • Vaginismo generalizzato: la difficoltà compare in tutte le situazioni e con diversi partner e occasioni
  • Vaginismo situazionale: il disturbo viene espresso solo in alcune situazioni mentre in altre la sessualità viene vissuta normalmente o più serenamente.
Solitamente il vaginismo primario non permette alcun tipo di penetrazione, mentre quello situazionale è presente solo in alcuni tipi di penetrazione come ad esempio durante il rapporto sessuale completo ma non in altri tipi di penetrazione come l’inserimento di un dito o di un tampone vaginale.
Quando la causa è organica può essere dovuta ad un’infezione vaginale, all’endometriosi, a traumi fisici causati da interventi chirurgici. Dopo l’anorgasmia è il disturbo sessuale più diffuso. Le donne che soffrono di vaginismo non hanno spesso sufficienti informazioni anatomiche sulla propria vagina e la considerano sporca e brutta, qualcosa di ripugnante, il più delle volte non hanno mai guardato allo specchio i propri organi genitali e la descrivono come impenetrabile e molto piccola e stretta. In realtà la vagina è un organo molto elastico che si adatta facilmente alle misure del pene e la fobia della penetrazione rimane ingiustificata. Anche i racconti fatti dalle altre donne, soprattutto nel passato, descrivevano la prima volta come molto dolorosa, in realtà molto dipende dal compagno con il quale si fa l’amore, dai preliminari, dalla lubrificazione, dall’intimità e dalla complicità reciproca che si instaura all’interno del rapporto di coppia.




Le cause del vaginismo possono essere tante alcune di queste possono essere divise in:
  • Cause immediate
  • Incapacità di impegnarsi in un comportamento sessuale efficace, scarsa conoscenza del proprio corpo e del partner, della sessualità in genere (ignoranza sessuale).
  • Spectatoring: difese percettive sulle proprie sensazioni ed emozioni, immaginare di osservarsi dall’esterno durante l’attività sessuale
  • Difficoltà relazionali e di comunicazione
  • Ansia da prestazione
  • Compiacenza sessuale
  • Paura di provare dolore
  • Reazione secondaria alla dispareunia
  • Paura del giudizio del partner
  • Cattivo rapporto con il proprio corpo e la propria femminilità
Cause intrapsichiche
  • Conflitti inconsci relativi alla figura maschile e femminile
  • Educazione sessuale rigida
  • Traumi sessuali
  • Rifiuto del ruolo femminile contro la cultura sessuale maschile
  • Rapporto conflittuale con la figura paterna
  • Convinzioni religiose ortodosse
  • Personalità tendente all’ipercontrollo
Cause diadiche
  • Mancanza di fiducia
  • Lotte di potere
  • Rifiuto del partner
  • Scarsa attrazione
  • Incapacità del partner
  • Scarsa esperienza di entrambi
  • Difficoltà di comunicazione
  • Continui litigi
  • Sabotaggio sessuale

Se vi ritrovate uno di questi sintomi e avete escluso tutti i motivi medici di questa condizione non esitate a contattare una/o psicologa/o per risolvere il problema e vivere una vita sessuale piena e appagante.

mercoledì 23 marzo 2016

"Non ne ho voglia": se le scuse per non fare sesso le dicono gli uomini!


Luogo comune vuole che le mogli siano campionesse nell'inventare scuse per non fare sesso, preferendo alle attività sotto le lenzuola altre attività. Vuoi per la stanchezza, l'offerta televisiva, per la depilazione mancata sembra che il classico “no amore stasera ho mal di testa” sia stata soppiantata da un vero e proprio carnet di scuse articolate per distogliere l'attenzione del marito voglioso. Siamo diventate più fantasiose e inventive.
Ma succede anche questo: che chi non voglia fare sesso sia lui. Capita molto più spesso di quanto si possa credere, contrariamente all'idea diffusa che l'uomo sia un vulcano di erotismo, pronto in qualsiasi momento a lasciare che la carica di testosterone esploda nel botto impetuoso di una passione eruttiva.
Anche la virilità, infatti, può permettersi periodi di stasi e mettere in stand by la pratica dimostrativa delle virtù più mascoline e quando questo accade, quando è lei che sfiora sinuosa il piede del partner sotto le coperte non trovando risposte di alcun tipo, le scuse accampate dall'apatico compagno scricchiolano al suono sinistro della difficile scalata sugli specchi.
Un campione di duemila intervistati, preso in esame dal sito LloydsPharmacy Online Doctor, ha ammesso le scuse alle quali ricorre più spesso per non fare l'amore, che, spaziando dalla verosimiglianza all'assurdità, nascondono a volte qualche problema di disfunzione erettile che mai si ha il coraggio di affrontare per correre ai ripari ed evitare deprimenti teatrini menzogneri.
Il 60% degli interpellati tira fuori la stanchezza dovuta alla lunga e faticosa giornata lavorativa.
“Sono stanco”, “Ho avuto una pessima giornata…”: queste sono solo due delle scuse che i maschi utilizzano per sfuggire ad una notte di passione: se noi per anni abbiamo utilizzato alla grande la scusa “non ce la faccio, mi sta scoppiando la testa!”, adesso, gli uomini, ci rendono il favore propinandoci le classiche scuse come “sono stanchissimo, oggi ho lavorato troppo!”.
Quella della “stancante giornata lavorativa” è sicuramente in cima alla top ten delle scuse più frequenti per non fare sesso ma, scendendo di posizione, troviamo altre colorite scuse da aggiungere alla nostra lista come: “Stasera c’è la Champions League!”. Al suono di questa frase, ci rassegniamo, sapendo che è difficile separar il binomio “uomo-calcio” e attendiamo pazientemente la fine della partita, fino a che, subito dopo ci sentiamo dire la frase: “ Ora devo guardare i commenti alla partita. Non aspettarmi sveglia.”
Ma non dimentichiamoci che a volte i nostri uomini possono far uscire fuori il loro lato tenero prendendosi cura dei nostri amici a 4 zampe. “Mi dispiace tesoro…Ma devo portare Fido (il cane) a fare i suoi bisognini!”. Ecco. Questa è, forse, la scusa peggiore, se non la meno credibile. Non possiamo fare a meno di chiederci:“ Ma siamo sicure che il vero problema sia la stanchezza, il cane, la Champions League o l’ultima versione di PES, e che, dietro queste scuse decisamente poco credibili non ci sia un problema più grave?”.
Ma dobbiamo chiederci Perché accade? Perché anche loro non sono dei robot e non tutti i giorni sono uguali; talvolta preferiscono fare altro, altre non sono più coinvolti dalla compagna ma non sanno come dirglielo oppure semplicemente non si sentono al top della forma e preferiscono non rischiare una defaillance sessuale che gli causerebbe un notevole abbassamento di autostima. I ricercatori inglesi ci confermano anche che, per la maggior parte delle volte,dietro a queste scuse si nasconde un problema di disfunzione erettile. Non che questo possa in qualche modo farci sentire meglio ma almeno non siamo state mollate per un cane.

venerdì 15 gennaio 2016

Cosa sono le fantasie sessuali?

                                 




La nostra sessualità è mediata da un insieme complesso di fattori, tra i quali ritroviamo con un ruolo molto importante la fantasia sessuale. Ma che cos’è la fantasia sessuale e a cosa ci serve? Iniziamo a distinguere il tutto: avere una fantasia sessuale non significa desiderare necessariamente di mettere in atto quella situazione. Ovvero, tra fantasia e desiderio c’è una differenza sostanziale. La fantasia sessuale rappresenta “un film” eccitante, che è utile ad alimentare ed attivare il nostro desiderio sessuale e la nostra eccitazione sessuale. L’immaginario erotico infatti, attraverso le fantasie sessuali, costituisce la nostra capacità di autoerotizzarci mentalmente. Quando immaginiamo una fantasia la nostra mente vive quell’immagine erotica “come se” la stessimo vivendo realmente, facendo sì che aumenti rapidamente in noi il desiderio sessuale e la conseguente eccitazione, con tutti i risvolti fisiologici ad essa correlati (es. erezione nell’uomo o lubrificazione nella donna). Chiariamo subito come detto prima che ciò che noi immaginiamo non sempre fa parte di ciò che desidereremmo mettere realmente in pratica nella nostra sessualità: è qui che si ritrova la differenza tra ciò che appartiene alla sfera del desiderio e ciò che appartiene alla sfera della fantasia ed è a questo livello che normalmente le persone tendono a fare maggiormente confusione, facilitando l’insorgere di enormi sensi di colpa. La sfera del desiderio è costituita da ciò che io vorrei agire realmente nella mia vita sessuale. Spesso ciò che desidero, fa parte anche delle mie fantasie, costituendo un pensiero di per sè eccitante e sessualmente attivante.

Ma sono diverse le fantasie sessuali femminili e quelle maschili? In uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine si afferma che una percentuale significativa di donne (dal 30% al 60%) evoca temi connessi con la sottomissione (ad esempio, essere legate, sculacciate, costrette ad avere rapporti sessuali). Nelle donne, inoltre, a differenza che negli uomini, si è riscontrata una netta differenza tra fantasia e desiderio; cioè molte donne che esprimono fantasie estreme di sottomissione (ad esempio essere sopraffatte da uno sconosciuto) non desiderano assolutamente che queste fantasie si avverino.
Alla maggior parte degli uomini, invece, piacerebbe che le fantasie si trasformassero in realtà (ad esempio il sesso a tre). Come atteso poi, la presenza di un altro significativo è considerevolmente più forte nelle fantasie femminili che nelle fantasie maschili. In generale, infatti gli uomini, anche se in coppia, fantasticano molto di più su relazioni extraconiugali rispetto alle donne.


Uno dei risultati più interessanti ha a che fare con il numero significativo di fantasie sessuali presenti solo negli uomini, per esempio, fare sesso con un transessuale, il sesso anale eterosessuale, e il guardare la propria partner fare sesso con un altro uomo.
Ma perchè spesso si sperimenta senso di colpa quando si ha una fantasia sessuale? Il senso di colpa è maggiore se il soggetto della fantasia non è costituito dal proprio partner, ma questo è più presente in noi donne. Ma non c’è nulla di più errato di questa credenza: la ricerca ha infatti dimostrato che più tempo dura una relazione, più è facile che le persone, soprattutto le donne, abbiano fantasie divergenti, cioè su partner diversi dal proprio. Dopo circa due anni di vita di coppia è normale sostituire nelle proprie fantasie il proprio fidanzato col vicino di casa, lo sconosciuto. Lo stesso vale per gli uomini. Questo accade per motivi fisiologici, ovvero per far sì che la coppia possa restare unita, sebbene sia stata superata la fase di innamoramento e passione dell’inizio: cambiare partner nelle nostre fantasie non equivale ad un tradimento, perchè non costituisce qualcosa che desidereremmo realmente fare. La fantasia sessuale consente di coltivare una sorta di “giardino segreto” dove possiamo immaginare di fare o essere quello che vogliamo, mantenendo sempre accesa la fiamma del desiderio. Quindi coltivare questo giardino può essere d’aiuto, per ritrovare o aumentare l’eccitazione quando c’è un calo del desiderio. Nel caso si voglia condividere il proprio immaginario erotico col partner è bene spiegargli però se quel che gli stiamo raccontando fa parte della sfera della fantasia, e serve dunque per giocare a fantasticare insieme, o se fa parte della sfera del desiderio, ed è quindi qualcosa che vorremmo sperimentare con lui realmente.

mercoledì 9 dicembre 2015

No al cyberbullismo

Vi aspettiamo tutti giorno 10 dicembre alle ore 18.00


martedì 8 dicembre 2015

L'importanza del sesso dopo il parto


L'arrivo di un figlio è la cosa più bella del mondo, ma mette a dura prova l'identità della coppia. Perché se fino a nove mesi prima esisteva tra i due un’armonia fatta di giochi di seduzione, di complicità emotiva e sessuale, di baci, coccole e carezze, ora ci si concentra sul bebè. 
Non a caso la vita sessuale della coppia cambia, in molti casi, già in gravidanza: i partner si allontanano perché pensano di fare male al bambino; in altri casi è la donna che, già in gravidanza, proietta tutte le sue attenzioni sul bimbo che sta per nascere, allontanandosi sempre più dal compagno. Ma partiamo dal presupposto che solo e soltanto se ci sono delle chiare indicazioni mediche che sconsigliano il rapporto, in gravidanza la coppia può vivere tranquillamente la propria quotidianità affettiva e sessuale. Ma una volta che si partorisce che succede? Se non ci sono problemi particolari, non aspettate troppo. L'eccessiva lontananza può creare rancore e tanti altri problemi. Tenete presente che non necessariamente bisogna ricominciare con un rapporto completo, ma si può iniziare con effusioni e scambi affettivi che vi aiuteranno, pian piano, a ritrovare l’armonia di sempre, giocare con la propria sessualità è importante soprattutto in questi momenti. Questo perché la ripresa può essere più difficile delle attese. Bisogna darsi tempo per ritrovare la giusta armonia. Infatti può accadere che la donna senta dolore nei primi rapporti sessuali dopo il parto. Un fastidio che può avere diverse cause: le lacerazioni non si sono del tutto rimarginate, i tessuti sono ancora gonfi e doloranti o blocchi psicologici dovuti alla ripresa dei rapporti.  Può servire parlarne con il partner e magari rivolgersi a uno psicologo se il disagio continua in modo che aiuti entrambi: la donna a riscoprire nella persona che gli sta accanto non solo il padre di suo figlio ma il partner con cui ha deciso di condividere la sua vita e nel quale ha visto tratti e lati che l’hanno fatta innamorare; l’uomo a stare vicino alla sua compagna aiutandola a superare il disagio con piccole attenzioni, cercando di comprendere cosa sta succedendo nella psiche della propria amata. Pian piano, e insieme, ritroveranno la giusta armonia di coppia, anche dal punto di vista sessuale ed erotico. Mi raccomando, e mi rivolgo a voi donne, non fate le supermamme, fa male alla vostra vita di coppia. Meglio chiedere aiuto e ritagliarvi tempo con il partner. Dopo il parto, la vita sessuale della donna è influenzata dalla capacità di sentirsi una brava mamma. Care mamme, imparate a delegare. Il mondo vi chiede di essere supermamme? No, fatevene una ragione le mamme perfette non esistono! Sarete brave mamme anche se vi lascerete aiutare: il vostro piccolo è al sicuro anche se sta un po’ con il papà, con i nonni, con la baby sitter e con altre mamme con le quali potete organizzarvi per tenere i bambini a turno. E voi potete concentrarvi su due cose: da un lato, concedetevi una passeggiata per rilassarvi o una seduta dal parrucchiere o dall’estetista. Fatevi belle: vi aiuterà a sentirvi desiderate da vostro marito e a cedere con piacere alle sue avance. Dall’altro lato, quando avete la possibilità di staccarvi per un po’ dal bebè, ritagliate il vostro tempo per il partner: una sorpresa, una cena o anche solo una piccola attenzione, vi aiuteranno a ritrovarvi l’uno nelle braccia dell’altra” continua l’esperta. Dall’altra parte uomini datevi da fare! E non nascondetevi dietro la scusa che lei vi trascura. Fatele sentire belle, importanti e che le amate più di prima. Subito dopo l’arrivo di un bebè, implicitamente si crea nella coppia un equilibrio, per cui spesso se il bambino piange c’è chi si alza per prenderlo; chi pensa a cambiare il pannolino e chi prepara il biberon. Ecco, non importa chi dei due genitori faccia cosa: ciò che conta è che il papà non stia a poltrire sul divano a guardare la partita o giocare al telefonino mentre la mamma deve occuparsi da sola del bambino. Non solo, coccolate le vostre donne. Dopo aver avuto un bimbo, una donna ha bisogno di aiuto materiale, ma anche di sostegno morale: ‘piaccio ancora al mio partner?’, ‘mi vede ancora come una donna o solo come la mamma di suo figlio’, ‘mi desidera ancora come prima?’. Questi sono solo alcuni dei dubbi che si affollano nella mente delle neomamme. Fatele sentire importanti, belle, e che le amate anche più di prima. Una donna desiderata e amata è una grande compagna anche sotto le lenzuola
Mi raccomando giocate con la fantasia e sappiate cogliere quello che piace a entrambi. Se dopo il parto volete rimandare il rapporto completo, non rinunciate a vivere la sessualità in maniera diversa dal solito: l’erotismo ha tante sfaccettature. Sappiate cogliere quelle che vi fanno stare bene. Entrambi. E divertitevi!

venerdì 27 novembre 2015

Conosciamo insieme da cosa è caratterizzato una persona dipendente dal sesso



La nostra sessualità è mediata da un insieme complesso di fattori, tra i quali ritroviamo con un ruolo molto importante  la fantasia sessuale.  Ma che cos’è la fantasia sessuale e a cosa ci serve? Iniziamo a distinguere il tutto: avere una fantasia sessuale non significa desiderare necessariamente di mettere in atto quella situazione. Ovvero, tra fantasia e desiderio c’è una differenza sostanziale. La fantasia sessuale rappresenta “un film” eccitante, che è  utile ad alimentare ed attivare il nostro desiderio sessuale e la nostra eccitazione sessuale. L’immaginario erotico infatti, attraverso le fantasie sessuali, costituisce la nostra capacità di autoerotizzarci mentalmente. Quando immaginiamo una fantasia la nostra mente vive quell’immagine erotica “come se” la stessimo vivendo realmente, facendo sì che aumenti rapidamente in noi il desiderio sessuale e la conseguente eccitazione, con tutti i risvolti fisiologici ad essa correlati (es. erezione nell’uomo o lubrificazione nella donna). Chiariamo subito come detto prima che ciò che noi immaginiamo non sempre fa parte di ciò che desidereremmo mettere realmente in pratica nella nostra sessualità: è qui che si ritrova la differenza tra ciò che appartiene alla sfera del desiderio e ciò che appartiene alla sfera della fantasia ed è a questo livello che normalmente le persone tendono a fare maggiormente confusione, facilitando l’insorgere di enormi sensi di colpa. La sfera del desiderio è costituita da ciò che io vorrei agire realmente nella mia vita sessuale. Spesso ciò che desidero, fa parte anche delle mie fantasie, costituendo un pensiero di per sè eccitante e sessualmente attivante.
Ma sono diverse le fantasie sessuali femminili e quelle maschili? In uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine si afferma che una percentuale significativa di donne (dal 30% al 60%) evoca temi connessi con la sottomissione (ad esempio, essere legate, sculacciate, costrette ad avere rapporti sessuali). Nelle donne, inoltre, a differenza che negli uomini, si è riscontrata una netta differenza tra fantasia e desiderio; cioè molte donne che esprimono fantasie estreme di sottomissione (ad esempio essere sopraffatte da uno sconosciuto) non desiderano assolutamente che queste fantasie si avverino.
Alla maggior parte degli uomini, invece, piacerebbe che le fantasie si trasformassero in realtà (ad esempio il sesso a tre). Come atteso poi, la presenza di un altro significativo è considerevolmente più forte nelle fantasie femminili che nelle fantasie maschili. In generale, infatti gli uomini, anche se in coppia, fantasticano molto di più su relazioni extraconiugali rispetto alle donne.
Uno dei risultati più interessanti ha a che fare con il numero significativo di fantasie sessuali presenti solo negli uomini, per esempio, fare sesso con un transessuale, il sesso anale eterosessuale, e il guardare la propria partner fare sesso con un altro uomo.

Ma perchè spesso si sperimenta senso di colpa quando si ha una fantasia sessuale? Il senso di colpa è maggiore se il soggetto della fantasia non è costituito dal proprio partner, ma questo è più presente in noi donne. Ma non c’è nulla di più errato di questa credenza: la ricerca ha infatti dimostrato che più tempo dura una relazione, più è facile che le persone, soprattutto le donne, abbiano fantasie divergenti, cioè su partner diversi dal proprio. Dopo circa due anni di vita di coppia è normale sostituire nelle proprie fantasie il proprio fidanzato col vicino di casa, lo sconosciuto. Lo stesso vale per gli uomini. Questo accade per motivi fisiologici, ovvero per far sì che la coppia possa restare unita, sebbene sia stata superata la fase di innamoramento e passione dell’inizio: cambiare partner nelle nostre fantasie non equivale ad un tradimento, perchè non costituisce qualcosa che desidereremmo realmente fare. La fantasia sessuale consente di coltivare una sorta di  “giardino segreto” dove possiamo immaginare di fare o essere quello che vogliamo, mantenendo sempre accesa la fiamma del desiderio. Quindi coltivare questo giardino può essere d’aiuto, per ritrovare o aumentare l’eccitazione quando c’è un calo del desiderio. Nel caso si voglia condividere il proprio immaginario erotico col partner è bene spiegargli però se quel che gli stiamo raccontando fa parte della sfera della fantasia, e serve dunque per giocare a fantasticare insieme, o se fa parte della sfera del desiderio, ed è quindi qualcosa che vorremmo sperimentare con lui realmente.

Sebbene possa essere piacevole avere un compagno o una compagna “appassionati”, talvolta il desiderio sessuale può trasformarsi in una vera e propria ossessione, in cui il sesso non è più un profondo e benefico momento d’intimità col partner, ma diventa dipendenza verso qualcosa vissuta come estrema necessità.
Il dottor Sameer Parikh, psicologo, definisce la dipendenza sessuale come “una situazione in cui fare sesso è visto come l’unica priorità di una persona, spingendola a trascurare tutti gli altri aspetti importanti della vita, come il lavoro, il sonno e la vita sociale. La dipendenza e la compulsività verso il sesso include qualsiasi comportamento sessuale attuati in modo ossessivo, incontrollato e irrazionale, al punto da diventare auto-distruttivo. Le persone con questa diagnosi, sentono o possono avere poco controllo sul sesso e possono aver bisogno di una terapia psicologica o medica.”
Ma parliamo dei nostri dipendenti dal sesso, una ricerca condotta dai sessuologi dell’Istituto italiano per lo studio delle psicoterapie rivela che circa il 6% degli italiani tra i 20 e i 45 anni manifesta problematiche attinenti, per lo più uomini (ma le donne non sono poche) con una relazione abbastanza stabile, laureati e senza particolari problemi economici. Chi manifesta questi disagi, spesso soffre di depressione e ansia latenti e può manifestare aggressività verso il coniuge o i figli. Le relazioni sociali sono poche e superficiali, perchè il dipendente ha paura della vicinanza e avverte un senso di solitudine e isolamento.

Ma come possiamo riconoscere la dipendenza sessuale nel partner?
Si tratta di semplici suggerimenti che vi consiglio di valutare attentamente prima di prendere decisioni rispetto alla vostra relazione.
Lui potrebbe essere dipendente dal sesso se:
  • il classico rapporto sessuale non fa per lui: si lamenta spesso della mancanza di varietà sessuale tra voi. Un normale rapporto sessuale (valutate sempre quello che per voi è “normale” mi raccomando) non lo soddisfa mai e richiede sempre prestazioni sessuali da porno-star a volte anche mostrandovi attraverso video e filmati come vorrebbe che si facesse.
  • A volte può condurre una doppia vita: ha bisogno di avere una o più relazioni extra-coniugali esclusivamente per la gratificazione sessuale e anche se lo scoprite e gliene parlate, non ne può proprio fare a meno perchè non riesce a controllare i propri bisogni sessuali.
  • Si procura costantemente materiale a sfondo sessuale: non stiamo parlando di un uomo che occasionalmente prova piacere nel guardare materiale pornografico, ma di una persona che si dedica alla ricerca di questo materiale anche in posti e momenti in cui non è opportuno. Se nella sua cronologia trovate continue visite a siti porno e la sua mail box è piena di inviti da siti per adulti, tenete gli occhi aperti.
  • Ha il sesso costantemente in testa ( anche se qui chiedo la vostra attenzione, perché non deve essere il normale pensiero di un uomo riguardo al sesso ovvero le sue in media 18 volte al giorno ma deve essere quasi un ossessione ): se nel perseguire le sue relazioni sessuali trascura le proprie responsabilità sociali, professionali e spirituali.
  • Se diventa ogni giorno più cinico: se vi rendete conto che vive sentimenti negativi di colpa, vergogna o rimorso, perchè si rende conto che non riesce ad impedirsi di fare cose che ritiene sbagliato per sè e per la sua partner.

Ma come dicevamo sopra non è solo l’uomo a soffrire di questa problematica anche se in minima parte la donna potrebbe anche lei sviluppare una dipendenza da sesso ed ecco quello che potreste riscontrare.

Lei potrebbe essere ninfomane se:

  • è una procacciatrice di sguardi: se ha bisogno di attenzione da più di una persona. Se si trova tra amici, colleghi o qualunque altro uomo non può fare a meno di cercare di attirare l’attenzione su se stessa.
  • per lei, tutti desiderano fare l’amore con lei: vive con l’idea che tutti la desiderino e che lei sia l’unica al mondo in grado di saziare il bisogno di sesso di qualunque anima affamata.
  • E’ sempre impegnata in una relazione: il suo passato rivela una serie continua di relazioni, perchè non riesce a stare da sola. In più, ciascuno dei suoi precedenti compagni è estremamente diverso dagli altri, segno che non cerca una persona speciale accanto a sè, ma solo una persona.
  • vede il sesso ovunque: qualunque cosa le diciate, lei la interpreta sempre come messaggio sessuale. Ogni spezzone della vostra conversazione viene erotizzato per condurre al sesso. Perfino un comportamento passivo non è interpretato come una resistenza.
  • il sesso per lei è una droga: considera il sesso come medicina per qualsiasi problema e ansia. E’ difficile condividere con lei problematiche che non voglia curare col sesso.
  • vuole tutto e subito: questa è la sua aspettativa in una relazione anche nei primi incontri.
  • la rifiuti e sono dolori: se un giorno avete “mal di testa” e fallite, lei sperimenterà un estremo senso di rifiuto al punto da cadere in episodi depressivi