sabato 25 marzo 2017

Chi sono i serial lover? Breve manuale semiserio di sopravvivenza per non cadere nella rete dei serial killer di cuori


Tutte ci siamo passate, le più fortunate solo una volta, le più sfortunate un po’ di più (ma non vogliamo farci del male e restiamo vaghe). La storia è sempre la stessa: un incontro fulminante, carte false per avere il nostro numero, un paio di appuntamenti da sogno, fiori, corteggiamenti e poi puff … scompaiono nel nulla come dei veri illusionisti.

La prima reazione è naturalmente il senso di inadeguatezza e il calo vertiginoso della nostra autostima. C’è chi si domanda “avrò detto qualcosa che non va? forse quel vestito non andava bene? dovevo assecondarlo in qualcosa?”, altre invece, si abbandonano all’esclamazione “ma quanto posso essere stata imbecille a non capirlo!!!” e ordiscono atroci vendette per ricostituire la loro sicurezza. Tutto per lo stesso motivo, lui che ci ha fatto toccare il cielo con un dito, che ci ha fatto sentire l’unica donna sulla terra, all’improvviso e senza una plausibile spiegazione sparisce nel nulla (quel degenerato): niente telefonate, niente sms, niente messaggi su Facebook.

La verità è che esiste una categoria ben nutrita di uomini che pur avendo le carte in regola per fare impazzire una donna, hanno una drammatica nota comune: sono semplicemente allergici ai legami, patologicamente incapaci di stabilire rapporti seri e duraturi con l’altro sesso. Vuoi per un cattivo rapporto con la figura materna, vuoi per motivazioni psicologiche più profonde o semplicemente a causa di una recidiva ed inguaribile sindrome di Peter Pan, questi uomini non riescono o meglio non vogliono coltivare un rapporto stabile, preferendo saltellare di fiore in fiore come apine in primavera.

Povere noi che cadiamo nelle grinfie di questi Don Giovanni moderni: quante lacrime e quanti dubbi su noi e sulla nostra bellezza! Ma donne è ora di aguzzare la vista per riconoscerli al primo incontro, alla prima occhiata ed evitare così dolorose esperienze di cuore che potrebbero segnarci per sempre.

Perchè prevenire è meglio che curare! Ed è così che ho pensato ad un piccolo manuale semiserio una guida di sopravvivenza tutta al femminile, che ci trasformerà in vere Terminator pronte a riconoscere al primo incontro e rendere la vita dura anzi durissima ai più comuni serial lover, questi piccoli sadici rovina donne e autostima che vanno in giro senza museruola e guinzaglio ad azzannare a caso le loro prede senza alcuna pietà per poi lasciarle sedotte e abbandonate nel modo più veloce possibile. 



Ma ragioniamo per categorie: 
·                     quello che è sempre connesso: è colui che ha un grande passione per la tecnologia, possiede un cellulare che costa più o meno come la nostra auto. Possiede un profilo su tutti i social network del mondo, anche su quelli ancora da inventare e ha tutte le applicazioni per chattare. Si riconosce perché prima di chiedere il nostro numero di telefono ci domanderà se abbiamo WhatsApp o Skype.Dal momento drammatico in cui gli diamo il numero o il nostro profilo social/app, inizia una caccia su più fronti finalizzata a ottenere la nostra attenzione: faccine affettuose, pioggia di cuori e rose rosse, frasi dolcissime che conducono tutte a farci credere che vuole approfondire la nostra conoscenza e che lo interessiamo veramente. Comincerà a tempestarci di sms più o meno divertenti e romantici che inizieranno sempre o comunque conterranno frasi del tipo “mi sei mancata” nonostante vi siate conosciuti da appena 18 ore, “ieri sera quando ti ho visto mi è mancato il fiato da quanto stavi bene”. Insomma dispenserà caramelle a più non posso che faranno accrescere la nostra autostima, ma solo per attrarci nella sua tela. Donne, resistere sarà dura, perchè questo tipo è eccezionale nei flirt, peccato che però lo è solo a distanza: dimostra di essere romantico, di pensarla come noi, ci farà ridere, ci farà sentire belle. Insomma farà tutto quello che le donne hanno sempre sognato da un uomo. Questo essere però è da evitare al 100%, perchè nel migliore dei casi ha solo paura dei legami concreti, nella peggiore (e purtroppo frequente) delle ipotesi flirta solo online avendo già una fidanzata o peggio ancora una famiglia! Via via, scappateeeeeeee!! 
·                     L’ancorato al passato: purtroppo l’uomo appartenente a questa categoria è più subdolo perché non si palesa fin quando non lo abbiamo di fronte al ristorante al nostro primo appuntamento. E’ lì che la conoscenza si fa un po’ più personale e lui sgancia ciò che diverrà la bomba a orologeria del nostro rapporto con lui: la sua ex. Inizia dicendo che esce da una storia seria e non vuole nulla di impegnativo, peccato che poi inizia un esaltazione infinita su quanto la sua ex fosse dolce, su quanto lo facesse soffrire, su quanto vino bevesse e quale dessert preferisse. Se abbiamo il coraggio di accettare la sfida e provare a farlo innamorare rischiamo ancora di più: si sentirà spaventato dall’importanza che inizierà a darci e scapperà via. Conviene giocare d’anticipo e correr via dopo cena! 

·                     L’innamorato a singhiozzo: quest’uomo è quello che tra tutti gli incapaci emotivi si mimetizza meglio, perché all’inizio della relazione è esattamente identico nel comportamento agli uomini normali che cercano qualcuno da amare. Apre la portiera dell’auto, regala fiori ed è tutto attenzioni solo per noi, insomma un sogno. Con lui si possono passare diversi appuntamenti da manuale e un periodo di felicità delirante, finchè un bel giorno, dopo aver programmato una romantica cena a due, arriverà mezz’ora prima il fatidico sms per informarci che improvvisamente ha avuto un contrattempo e rinvia il tutto a data da destinarsi. Data che poi ovviamente non verrà mai. E cavolo! informami almeno due ore prima invece di costringermi agli estenuanti preparativi di trucco e parrucco… no? I più infimi addirittura fissano più incontri e rinviano sempre qualche minuto prima o addirittura dopo un’ora di furibonda attesa, adducendo man mano scuse sempre meno convincenti. Ma non finisce qui! Passa qualche mese noi lo abbiamo ormai metabolizzato e dimenticato e lui che fa? improvvisamente arriva e si palese con un sms pieno di gentilezza che chiede con innocenza assoluta “Quando ci vediamo?” Mai mai mai e poi mai accettare, ricomincerebbe il suo iter dopo qualche bella serata e ci ritroveremmo nella stessa situazione. Non lasciamoci incantare dalle sue giustificazioni e dalle sue promesse che non lo farà più, perchè non sarà così. Insomma, categoria assolutamente da evitare se vogliamo salvaguardare la nostra sanità mentale. 
·                     L’inguaribile romantico: è il tipico uomo uscito da un manuale di galateo romantico vecchio stampo: pieno di attenzioni, messaggini dolci, regali a sorpresa e quant’altro. E’ difficile non rimanere galvanizzate da un uomo così, che ci copre di attenzioni all’inverosimile e ci fa sentire il centro del suo mondo. Attenzione però! Se gli sguardi innamorati e le attenzioni arrivano troppo presto, nell’80% dei casi sono fuochi di paglia. In genere ciò che inizia così velocemente, altrettanto rapidamente finisce. All’inizio questa tipologia di uomo è appiccicosa all’inverosimile: dieci telefonate al giorno “solo per dirti che ti pensavo”, messaggini alle due di notte per informarci che ci sta sognando e sdolcinatezze del genere. Insomma un ciclone che entra nella nostra vita con l’entusiasmo di un bambino davanti al barattolo della nutella. Poi però passa un mesetto e improvvisamente le attenzioni svaniscono d’un botto. Se gli domandiamo cosa non va, magari ci risponde anche che lo stiamo opprimendo. Proprio come i bambini, questo tipo di uomo si appassiona velocemente alle novità con grande fervore, per poi stufarsi dopo qualche tempo. Attenzione a non cedere alle sue iniziali romanticherie, si rischia di rimanere scottate e soffrire tantissimo quando si rivela per ciò che è: un infantile che non riesce ad affezionarsi seriamente a nessuno. Scappare a gambe levate!


Quindi donne ecco come possiamo difenderci: la soluzione più giudiziosa che si può applicare per tutelarsi da un amante seriale è aprire gli occhi il più possibile accettando la realtà, e non farsi ammaliare da tutta una serie di favole con le quali questo tipo di uomo tenta di affascinare. È fondamentale credere ai fatti e non alle parole. E in bocca al lupo a noi tutte!

martedì 14 marzo 2017

Le donne e il sesso

Dopo il manuale semiserio di sopravvivenza all’incontro con i serial lover oggi voglio cimentarmi in un altro piccolo manuale di sopravvivenza per noi donne al sesso ma rivolto agli uomini.
Eh già perché cari maschietti, vorrei provare (e credetemi cercherò di essere più semplice possibile) a eliminare dalle vostre certezze (di alcuni, per carità, mica di tutti) i più radicati (e sbagliati) luoghi comuni sulla sessualità femminile. Delle vere e proprie leggende metropolitane miei cari, come quella sulla masturbazione, che sarebbe un tabù per noialtre, o i preliminari 

Ecco allora i sette luoghi comuni che vogliamo sfatare. 



Per le donne, il sesso non è importante
Beeep Sbagliato! Alle donne piace fare sesso, assolutamente si! E piace farlo tanto e bene. A volte l’ardore può scoppiare imprevisto e irrefrenabile proprio come accade a voi uomini. Solo che, difficilmente, ci sentirete dire «quello lì? me lo farei dalla mattina alla sera», a meno che non siate la sua migliore amica. È una questione di stile, di. C’è poi la questione del sesso all’interno di un rapporto di coppia. O meglio, della mancanza di sesso. Ecco, se vi sono donne (e le statistiche dicono che non sono poche) che vivono la sessualità come un obbligo, un dovere, non è per una loro presunta frigidità, ma perché qualcosa in quel rapporto si è rotto, non funziona più. E quando i rapporti si rompono, la colpa non è mai di uno solo.

Tra loro, le donne parlano di sesso meno degli uomini
Ne siete sicuri? In realtà le donne parlano spesso e a lungo di sesso, soprattutto delle loro prime volte con un nuovo partner. La differenza è che non stanno sul generico, non tergiversano, non si vantano di mirabolanti (e inesistenti) prestazioni come voi maschietti, ma passano senza difficoltà ai dettagli più piccanti. E quando vogliono possono essere molto crudeli.



Alle donne la masturbazione piace poco
Qua occorre fermarci un attimo e approfondire un po’: il termine masturbazione proviene dal latino manus (mano) e stuprare (sporcare, contaminare). È chiaro dunque perché l’atto di darsi piacere da soli sia sempre stato condannato. Anzi in realtà no, perché per le popolazioni antiche era un atto assolutamente naturale; ma ad un certo punto della storia in poi la masturbazione è diventata un tabù. Soprattutto per le donne, come al solito colpevolizzate ben più dei maschi. In sostanza, non essendo legata al tema della riproduzione ma a quello del piacere, la pratica è stata condannata in quanto colpa gravissima. Per fortuna oggi la sessualità è vissuta in modo molto più libero, anche se le donne che ammettono di masturbarsi sono ancora poche (il 45% dice di farlo regolarmente). Le altre? Beh, siamo sicure che anche loro comunque siano ben consapevoli degli effetti positivi della masturbazione. Masturbandosi si allentano le tensioni, s’impara a conoscere e ad amare il proprio corpo e di riflesso, a migliorare la sessualità.

Scarsa lubrificazione significa scarsa eccitazione
Non è detto. La secchezza vaginale sporadica può avere diverse cause. Bisogna considerare lo stress, gli sbalzi ormonali, la mancanza d’attività sessuale, le cure mediche. 

Senza preliminari una donna non è pronta al sesso
Pensate che addirittura, secondo un’indagine americana, a quasi una donna su due non piace il cunnilingus. Chi l’avrebbe mai detto? Ecco, maschietti, irate un sospiro di sollievo e tranquillizzatevi. Non esiste l’obbligo di preliminari. Se ne può fare anche a meno. Ma sappiate comunque che dal punto di vista fisiologico le donne possono comunque avere bisogno di tempi un po’ più lunghi per raggiungere una vasocongestione e una certa lubrificazione. I preliminari, in questo caso, servono come riscaldamento, ma cosa più importante, per creare una maggiore vicinanza con il partner. Quindi non dimenticateli ma creatine sempre di nuovi.

Per una donna, niente amore = niente sesso!
Certo, fare l’amore con la persona che si ama è il massimo. Ma le donne ormai hanno imparato (dagli uomini, per una volta) ad accontentarsi. E sanno benissimo come tenere separate le emozioni dal sesso, senza per questo sentirsi in colpa. D’altronde, la mancanza d’amore mica implica la mancanza di attrazione fisica. 

La chiave del piacere al femminile risiede nelle dimensioni.
Esatto. Le dimensioni contano. E molto. Ma solo per gli uomini, che pare passino il loro tempo a misurarselo (per controllare se nel frattempo è aumentato! Illusi!!!). Ebbene, cari maschietti, mettetevelo in testa: l’organo principale del piacere femminile è il clitoride. E per stimolare il clitoride non serve un arnese grande così (per usare parole vostre): servono le mani, la bocca e anche il pene, ma un pene più grande non offre alcun vantaggio speciale. Non solo: la profondità della vagina non è infinita, ma di 8 centimetri in riposo e di 12 cm in stato di eccitazione. E il punto G non si nasconde là in fondo, da qualche parte. Invece di concentrarvi sul vostro compagnuccio di avventure erotiche, concentratevi su di noi! Godremo di più noi e godrete di più voi!!

Bene il mio piccolo manuale di sopravvivenza si ferma qui con gli uomini (non arrabbiatevi in fondo lo sapete anche voi) è meglio non esagerare con le informazioni. Buon lavoro maschietti!



giovedì 2 marzo 2017

Ho trovato il mio uomo che naviga nei siti porno! ... che faccio?



L’offerta data dai siti erotici e pornografici proposta da internet è ormai pressoché illimitata e incontrollabile; esistono materiali per tutti i gusti e per tutte le età, che sono fruibili 24 ore su 24 e praticamente da qualsiasi supporto tecnologico.
Quando la donna scopre che il proprio partner naviga su siti porno il primo sentimento che esplode in lei è quello di sentirsi tradita, e quindi reagire con rabbia, svalutazione di sé, biasimo per l’altro.
Partiamo dal fatto che oggi abbiamo una disponibilità di materiale pornografico così ampia e facile da raggiungere che ha cambiato molto le abitudini individuali in questo frangente. È tuttavia fondamentale distinguere:

· l’utilizzatore (più o meno abituale) della pornografia, che però non ne è dipendente,

· quello compulsivo, che invece non può fare a meno di navigare su determinati siti per sostentare le proprie pulsioni sessuali.


Noi qui ci riferiamo alla prima tipologia di fruitore del porno, quello che secondo una recente ricerca (di Chiara Simonelli – psico-sessuologa dell’Università Sapienza di Roma – e Marta Giuliani – Istituto di Sessuologia Clinica di Roma -) trascorre mediamente 2 ore alla settimana dedicandosi dalle cosiddette online sexual activities. In questi casi non tutto il tempo che viene trascorso guardando siti pornografici viene dedicato ad attività autoerotiche; bisogna infatti considerare un’importante funzione per l’eccitazione del maschio che è la stimolazione visiva: l’arricchimento dell’immaginario erotico.

Inoltre, è necessario sottolineare come mediamente per il maschio – molto più che per la femmina – la sfera sessuale rappresenti una possibile modalità di affrontare un momento difficile, scaricando tensioni nate altrove, cercando soddisfazioni che hanno origine diversa da quella sessuale, o alleviando frustrazioni che nulla hanno a che fare con questa sfera.
Dall’altro occorre sottolineare i sentimenti della donna che come dicevamo sopra partono dal sentirsi tradita, fino ad arrivare a pensare: “È forse perché io non gli piaccio? Perché non riesco a soddisfarlo? È colpa mia?”



Quindi, una donna che si accorga che il proprio partner frequenta siti pornografici come può comportarsi?

Sicuramente è importante non aggredire l’altro, non accusarlo di chissà quali misfatti e nemmeno metterlo alle strette chiedendogli magari di scegliere tra la vita di coppia e la navigazione (quasi come se si trattasse di un tradimento vero e proprio).
In situazioni simili, nella maggior parte dei casi consiglio di affrontare la questione, cercando una via di comunicazione assolutamente leale, poco giudicata e tranquilla, in cui poter esprimere i propri sentimenti senza ferire l’altro, ma con la fermezza di chi ha necessità di essere ascoltata. La complicità all’interno della coppia è una dimensione che può essere continuamente negoziata e ampliata, e non dobbiamo sottovalutare il fatto che affrontare determinati argomenti con sufficiente serenità è assolutamente un ottimo espediente per rendere la sessualità di coppia sempre più appagante, arricchire le proprie curiosità e affrontare insieme eventuali nuovi stimoli.

martedì 28 febbraio 2017

Stop ansia e stress!

Inizia il percorso di gestione ansia e stress di gruppo, attraverso 10 incontri impareremo a riconoscere i nostri eventi stressanti e ansiogeni e a gestirli al meglio! vuoi finalmente vivere un pò più serenamente ti aspetto giorno 9 marzo 2017 alle ore 10.30 oppure alle ore 16.30 per il primo incontro, formeremo il nostro gruppo di lavoro :-)

www.facebook.com/events/1323886334336933






Gli adolescenti e il sesso


Durante l’adolescenza i ragazzi iniziano a mostrare un interesse spiccato per il sesso e la sessualità, ed è naturale che sia così, ma purtroppo la maggior parte degli adolescenti si avventura in questo territorio sconosciuto senza premunirsi di una mappa attendibile, alla maniera di un esploratore in viaggio senza la sua bussola o le informazioni necessarie per la scoperta del luogo che vuol conoscere.

Questo è dovuta principalmente al conflitto generazionale, che porta i ragazzi a evitare il dialogo con i genitori e gli insegnanti e ad ascoltare invece le chiacchiere degli amici e i valori di riferimento trasmessi dai mass media e internet. Le nuove tecnologie come smartphone, internet, le chat e i social network, hanno mutato radicalmente l’approccio degli adolescenti alla sessualità. Oggi si è diffuso ad esempio il sexting, ovvero l’invio tramite messaggi di foto e filmati a sfondo erotico. Se in passato si parlava del rapporto sessuale come l’esperienza più innovativa e peculiare di quest’età, oggi si aggiunge una sessualità più virtuale,che comporta nuovi rischi per i giovani e, di conseguenza, nuove sfide educative per i genitori. Gli adolescenti di oggi appaiono più precoci, ipersessualizzati e disinibiti rispetto alle generazioni precedenti. Per questo è importante monitorare le loro condotte sessuali al fine di evitare che il sesso assuma delle funzioni pericolose.

Anche perchè tutto questo comporta dei grossissimi rischi per la salute dei nostri adolescenti sia in termini di gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili, nonché dei rischi connessi a una frequentazione impropria della rete: soprattutto per l’impatto con materiale pornografico e con la pedofilia.


Anche se durante l’adolescenza comunicare con il proprio figlio può sembrare un’impresa impossibile, occorre che il genitore apra un dialogo sull'argomento. Il permissivismo sessuale dilagante tra i giovani andrebbe contenuto fornendo poche semplici regole sessuali: rispetto, attenzione e protezione.


Questo perché all'età di 14 o 15 anni l’interesse sessuale è fermo alla parte meccanica e anatomica, alle sensazioni più immediate, alle conseguenze nel breve termine. Sta al genitore elevare il discorso alle emozioni e alla ricchezza dei sentimenti che precedono e conseguono al rapporto sessuale: la stima, il rispetto, l’amicizia, la dedizione, l’amore, la nostalgia, il rammarico, la vergogna, la responsabilità, la complicità, mostrando come questi ingredienti siano tutti indispensabili per una relazione. Non dimentichiamoci però che all'educazione emotiva occorre unire l’educazione alla contraccezione e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Difficile oggi il ruolo del genitore, a cui vengono richiesti sempre più impegno, dedizione e supervisione. Mai abbassare la guardia, altrimenti si può veicolare l’insidioso messaggio che tutto sia lecito. E a farne le spese sono soprattutto i giovani, che rimangono soli e sprovveduti in un mare di emozioni difficilmente decifrabili, intrappolati in situazioni che possono diventare molto più grandi di loro.

giovedì 2 febbraio 2017

Perché mi innamoro sempre di …


Sempre più spesso nel mio lavoro di terapia e sostegno alla persona mi occupo di rapporti affettivi in crisi,partner che non riescono più a comunicare e si accusano a vicenda di tradimenti,di poca attenzione … La frase che spesso sento è “ non so come abbia fatto a innamorarmi di lui/lei,prima era … adesso invece è cambiato/a …
La lista delle lamentele e delle cose che non vanno è lunga :non è più affettuoso,pensa solo al lavoro,alla casa, lei ha sempre il mal di testa o è stanca (. Ecco perché oggi vi voglio parlare di come scegliamo il nostro partner,del perchè ci innamoriamo proprio di lui/lei. Goethe chiamava "affinità elettive" quella sottile affinità chimica, che ci attira verso quella specifica persona. Perchè proviamo una irresistibile attrazione proprio per quella persona?
Non è un caso secondo studi fatti ormai da anni. Dentro di noi,nel nostro profondo siamo attratti da alcuni aspetti dell'altra persona che ci ricordano alcuni tratti positivi e negativi (che sono i più importanti nella scelta) dei nostri genitori o delle persone che si sono prese cura di noi da piccoli. La domanda è : perchè mai ci si dovrebbe innamorare di una persona che assomiglia ai genitori con cui avevamo dei problemi da bambini? Perchè speriamo che quella persona ci aiuterà a guarire le ferite del passato,che ci darà quello che i genitori non sono stati capaci di darci.
Nel replicare questi tratti negativi nella nostra scelta del partner, la nostra mente inconscia sta tentando di ricreare le condizioni dell’infanzia per correggerle; di ritornare cioè sulla scena per chiarire le questioni irrisolte del passato. Il tipo di partner che possiede le caratteristiche negative che ci hanno ferito nella nostra infanzia, è il partner ideale che ci offre, al momento, un'opportunità perfetta per chiarire le nostre questioni irrisolte. Ognuno di noi è portato a ripetere i modelli che ha avuto nel passato perchè sono quelli che conosce meglio,i primi che ha avuto. 
Questi modelli sono rimasti come una foto nella nostra psiche. Dentro di noi c’e energeticamente la foto del partner ideale e quella foto ci guida nella scelta senza che ce ne accorgiamo. Si è composta come un puzzle nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza : il tono della voce di nostra madre, lo stile particolare di un parente,il sorriso della maestra ecc Tutti questi pezzi che abbiamo messo in memoria sono accompagnati da emozioni positive. Quando incontriamo qualcuno più sono gli elementi simili che ha quella persona con la nostra immagine interna più è probabile che ci innamoriamo.


Quindi la scelta del partner non è casuale. Oltre alla nostra foto interna ci sono però altri elementi che influiscono. Siamo esseri complessi. Ognuno di noi è cresciuto in un contesto sociale con delle regole, dei principi morali,religiosi …. che abbiamo messo in memoria, interiorizzato con l’educazione familiare,scolastica e della comunità in cui siamo cresciuti. Queste regole ci hanno insegnato come comportarci ,cosa aspettarci,cosa è giusto o sbagliato, ciò che è bene o male,come comunicare e quali ‘giochi’ mettere in atto quando entriamo in relazione con gli altri.

In psicologia si parla della influenza del mito familiare. Ogni famiglia trasmette un proprio mito che influenza più o meno a secondo della propria capacità di differenziarsi cioè di accettare più o meno questo mito rispetto a chi noi siamo veramente come esseri unici. La scelta del partner è il mezzo principale di trasmissione del mito familiare. La scelta del partner non comprende solo due persone ma un triangolo IO - TU - GLI ALTRI. Chi sono gli altri? tutti quelli che hanno influenzato la nostra crescita.

lunedì 23 gennaio 2017

Quali sono i meccanismi psicologici nello scambismo?


Nel precedente articolo abbiamo chiarito un po’ in cosa consiste lo scambio di coppia, ora vedremo insieme dal punto di vista psicologico più stretto cosa viene smosso dallo scambismo.
Partiamo dal presupposto che esistono delle regole ben precise; vi sono varianti a seconda che vi sia una partecipazione attiva di tutti i membri delle coppie o che alcuni si limitino a guardare ed eventualmente a masturbarsi. Le regole sono ben precise e possono riguardare abbigliamento, luoghi d’incontro e pratiche sessuali.
Le motivazioni più comuni sono la trasgressione e l’intento di dare nuova linfa vitale al rapporto secondo alcuni, il “tradimento regolamentato” secondo altri. Molte persone che approdano a questo costume lamentano una noia, una stagnazione del rapporto, una mancanza di attenzioni soprattutto nelle donne e una necessità di stimoli e adrenalina negli uomini.
La sessualità e la seduzione nella coppia andrebbe alimentata, e mai data per scontata, infatti gli “amanti” funzionano finché non scadono nella banalità nella scontatezza, finché c’è un qualcosa di sconosciuto da conquistare, una clandestinità magari vissuta con complicità. Ma spesso qui non si parla di gioco di seduzione e uso di fantasia, ma di semplice trasgressione rispetto alla “regola sociale” che vede ciò come immorale e sbagliato.
Una possibile motivazione psicologica può risiedere nella necessità di conferme, di sentirsi desiderati/e, che però può finire per portare il soggetto a un continuo e pericoloso gioco al rialzo. Oppure ancora il vedere la propria partner soddisfatta da un altro uomo, magari più prestante può da un lato indurre competizione ma dall’altro, in soggetti insicuri e con bassa autostima, togliere il peso del non sentirsi all’altezza di soddisfare la compagna.
Una regola fondamentale di questa pratica è quella dell’assenza di implicazione emotiva con i partner della “serata”. Ma l’intima connessione che vi è tra sesso ed emotività e il cercare di controllare e bloccare questa parte di sé andrà facilmente a “cozzare” proprio con i requisiti del piacere stesso. Il piacere orgasmico infatti, soprattutto nella donna, necessita proprio di lasciarsi andare totalmente, di perdere il controllo per una frazione di tempo.

In ultima analisi, forse la vera condivisione nello scambismo pare essere la scelta condivisa della coppia con cui “scambiarsi” e la complicità della trasgressione in sé.
E nondimeno queste esperienze possono lasciare un senso di vuoto e di insoddisfazione e molte di queste coppie finiscono per disgregarsi, talvolta perché uno dei due cede al sentimento, o perché la coppia stessa cede alla pressione di gelosie, frustrazioni e delusione rispetto all’aspetto “curativo” di quest’attività. D’altronde l’ambivalenza è insita nell’essere umano e in questo caso si manifesta come la necessità, da un lato, di libertà e, dall’altro, di appartenenza ed esclusività.