giovedì 27 luglio 2017

Phubbing: quando il terzo incomodo è lo smartphone!


Proviamo a chiudere gli occhi e immaginiamoci fuori per una serata di festeggiamenti o romantica con con il nostro partner, siamo seduti a cena e lui/lei è di fronte a noi ...e passa la maggior parte del tempo con lo sguardo perso sul suo smartphone, a rispondere su Facebook, a scrivere su Whatsapp, controllare Instagram o twittare etc.; oppure appena c’è un momento morto, lui/lei controlla il suo smartphone; se arriva il suono di una notifica, sistematicamente deve controllare di cosa si tratta altrimenti la serata passa parlando con il pensiero a cosa mai possa essere arrivato … Bene adesso apriamo gli occhi e … alzi la mano chi non si è mai trovato in una situazione del genere. Con buona probabilità si tratta di un comportamento noto a tutti.
Proprio per l’effetto dilagante di questo comportamento gli americani hanno coniato un nuovo termine: phubbing. Si tratta di una parola che deriva dall’unione di due termini, phone (telefono) e snubbing (trascurare). Il phubbing, quindi, indica l’atto di trascurare qualcuno, metterlo da parte, mentre si è in sua compagnia, dedicando tutte le sue attenzioni al proprio telefono. 
È un fenomeno relativamente nuovo, che ha ancora ricevuto poca attenzione dal mondo della ricerca. Recentemente i ricercatori James A. Roberts e Meredith E. David, hanno sviluppato una scala per riuscire a misurare il livello di Phubbing attraverso Item tipo: il mio partner mette il suo cellulare in un posto visibile quando siamo insieme; il mio partner tiene il suo cellulare in mano quando è con me; se c’è una pausa nella conversazione, il mio partner controlla il suo cellulare etc etc.
Lo studio indaga quindi il phubbing messo in atto nei confronti del proprio partner, e l’impatto di questo comportamento nella vita di coppia e del singolo. Per rilevare il fenomeno, gli autori hanno costruito questo questionario ad hoc per identificare e quantificare l’entità di phubbing messo in atto dal partner. Il questionario è stato poi somministrato a un campione di 145 partecipanti.
Attraverso questo studio sono riusciti a comprendere quanto il phubbing abbia un effetto indiretto sul livello di benessere e di depressione del partner, agendo attraverso la riduzione della soddisfazione di coppia e della soddisfazione del quotidiano. Anche se sembra apparentemente insignificante guardare ogni tanto il telefono ci suggerisce che questi pochi secondi iniziano a pesare sulla mente del partner che invece si trova di fronte e cerca di iniziare un dialogo, e contribuiscono ad una sensazione di insoddisfazione e inadeguatezza, all'interno del relazione. Il phubbing è quindi un campanello d'allarme sociale che non andrebbe affatto sottovalutato, soprattutto se ad essere ignorato è il proprio partner: potrebbe essere il segnale di una crisi di coppia latente e pronta ad esplodere.

Ma proviamo a fermarci un attimo a pensare a quanto il nostro smartphone stia influenzando la nostra vita di coppia e sociale. Scansioniamo mentalmente le nostre giornate e prendiamo semplicemente nota del ruolo che il nostro telefonino ha all’interno della nostra relazione. Dove lo si poggia quando siamo a pranzo con il nostro partner? E mentre siamo sul divano a guardare un film romantico abbracciamo lei/lui o il nostro telefono? Se il nostro partner ci parla di qualcosa di importante e ci arriva una notifica che si fa?

Se rispondendo a queste domande ci accorgiamo che lo smartphone è diventato una presenza ingombrante nella relazione forse è il momento di chiederci se vi sia un significato nascosto dietro questo atteggiamento (ad esempio un modo per sfuggire ai problemi di coppia guardando altrove) o se si tratta solo di una cattiva abitudine. In questo caso impariamo a lasciare lo smartphone in borsa, nella giacca, o in un’altra stanza quando siamo in dolce compagnia. Il nostro rapporto ne trarrà sicuramente giovamento. 

martedì 11 aprile 2017

La rivincita delle “MILF”.


È stato un film che qualche tempo fa ha ottenuto un buon successo, American Pie, a coniare il termine MILF che sta ad indicare un determinato tipo di donna sexy che, non più giovanissima, è ancora fortemente attraente per i giovani uomini alle prime armi del sesso o meno. MILF è un acronimo che sta per Mother I’d Like to Fuck: madre con cui vorrei fare sesso.

Tale fantasia erotica sembra essere tra le più frequenti nei ragazzi più giovani: secondo un sondaggio condotto da CougarItalia.com, il 37% dei giovani, infatti, rivela di aver provato attrazione, almeno una volta, per la madre della propria partner. Le statistiche parlano chiaro: i film porno piu guardati hanno come protagoniste le Milf e dalle indagini sui siti di “incontri al buio” risulta assolutamente evidente quale sia oggi la predisposizione di un gran numero di giovani ragazzi.
Le caratteristiche della MILF perfetta sono poche, ma determinanti: età superiore ai 35 anni, almeno un figlio, un marito e un amante, grande esperienza sessuale certificata da un gran numero di ex fidanzati e atteggiamento provocante, vestiario sexy, forme abbondanti e tacchi alti, il tutto cercando di non scadere nella volgarità. L’idea che una donna matura possa ancora essere fortemente attraente ed avere una vita sessuale ricca di esperienze è ormai entrata nel sentore comune anche grazie a serie televisive come Desperate Housewives dove Edie Britt, una delle protagoniste, incarna perfettamente l’immagine della MILF e le sue amiche meno appariscenti non si tirano comunque indietro di fronte ad avventure più o meno occasionali.
Ma cosa spinge i ragazzi più giovani ad innamorarsi di una donna più grande?
Al di là dello stereotipo della “ nave scuola” , è la maggiore  esperienza di vita vissuta dalla partner che la rende più interessante rispetto ad una coetanea.  In molti casi gli uomini che si sentono attratti da una lei più adulta sono più maturi della loro età e hanno una forte spinta verso l'auto-realizzazione e un  grande desiderio di autonomia dalla famiglia d’origine. Nella scelta di una partner più vecchia di parecchi anni c’è l’iniziazione ad un mondo più adulto.  La donna più grande affascina perché ha già conquistato certe tappe ( per esempio abita da sola)  ed  è più indipendente e autonoma rispetto ad una coetanea. Un’altra delle ragioni per cui un ragazzo sceglie una donna più grande è che questa viene percepita come più rassicurante rispetto ad una ragazza della stessa età. La donna più adulta generalmente  è più paziente , meno aggressiva ed esigente di una coetanea e capace di essere all'occorrenza un po’ mamma. E’ spesso questo mix di caratteristiche tra indipendenza, senso materno e una sessualità rassicurante  ed esperta a sedurre il cuore di un giovane uomo. Il senso di protezione e maternità che nasce spontaneo alla MILF può soddisfare la volontà di eterna giovinezza che agli uomini piace mantenere, inoltre la MILF è solitamente autosufficiente e non è necessario mettere in pratica tutto ciò che è stato imparato nel corso del tempo sul corteggiamento; la relazione è più immediata e quasi sempre priva di obblighi, ma è bene non approfittarsi della schiettezza di una MILF, potrebbe con semplicità voltare le spalle e lasciare il giovanotto a bocca asciutta. Anche dal punto di vista sessuale la MILF non ha solitamente molto da imparare, prende la scena e la domina senza necessità di dover dimostrare ciò che può fare.
Anche se il sentimento è forte queste relazioni non sono mai semplici e le coppie di età disomogenea devono confrontarsi nel loro cammino di coppia con una serie di sfide che possono mettere a dura prova la durata dell’unione. 

Se l’ aspetto erotico e sentimentale  può essere buono (o  persino migliore di una coppia di coetanei), la progettualità, indispensabile per far durare una coppia nel tempo, è spesso carente. In particolare, le problematiche  principali sono queste.:

1)  La disapprovazione del contesto sociale: Anche se non sono più oggetto di ostracismo sociale come un tempo, queste coppie sono ancora guardate con una punta di diffidenza.
Sono soprattutto i parenti stretti a manifestare delle perplessità, quando non un aperta opposizione nei confronti della coppia. In modo particolare, sono spesso i genitori di lui ad essere malcontenti e a vedere nella donna “la maliarda che ha sedotto il ragazzino”.
Un altro aspetto delicato riguarda le rispettive amicizie : in quest’ambito la differenza di età si fa sentire e  spesso ci si trova a disagio con gli amici del partner. Ho spesso ascoltato racconti di donne fidanzati a uomini molto più giovani che si lamentavano che il loro partner in compagnia degli amici “regrediva” , rivelando  aspetti di sé  molto infantili   che non emergevano nel rapporto di coppia. Inoltre, lei capita non di rado che lei sia accolta dagli amici ( ma soprattutto dalle amiche di lui) con freddezza e  persino con un po’ di sospetto. Una sorte analoga tocca al partner più giovane che nella maggioranza dei casi si annoia e si sente fuori posto nel giro delle amicizie di lei dove viene trattato come un ragazzino. Se all’inizio tutto questa disapprovazione  può unire la coppia ( il cosiddetto “ effetto Giulietta e Romeo”) e accendere la passione, con il tempo la mancanza di amicizie comuni e di una rete sociale e parentale che funga da sostegno alla coppia nei momenti di crisi può diventare un grave problema e pregiudicare la riuscita dell’unione.


2)       Differenti fasi del ciclo di vita Un aspetto problematico delle coppie di età diversa è che i partner si trovano in fasi differenti della vita e hanno pertanto bisogni ed esigenze diverse.
Una problematica cruciale e non negoziabile  è legata alla decisione di avere dei figli.
Capita , di frequente, che la donna avverta un desiderio di maternità non più rimandabile per motivi biologici e l’ uomo non si senta pronto per diventare padre oppure non disponga  ancora della stabilità economica e professionale per fare una scelta cosi importante.
Si verifica anche il caso inverso : che lui desideri dei figli e lei non li possa più avere o ne desideri più. Purtroppo quando si frequenta un uomo molto giovane bisogna mettere in conto che nel giro di qualche anno quello che lui vuole dalla relazione potrebbe cambiare radicalmente.
Per esempio, ad un ragazzo di 25 anni potrebbe non sentire l’esigenza di paternità e potrebbe essere sincero quando dice che non vuole figli nel suo futuro ma a 35 anni potrebbe scoprirsi a desiderare una famiglia  con figli propri e che la sua fidanzata molto più grande non può più dargli.
3)    Rimpianto per la gioventù perduta Quando un uomo inizia una relazione importante con una donna più grande, rischia di bruciare le tappe per adattarsi alle esigenze  di lei.

                                

Un rapporto con un partner più adulto “obbliga”  a crescere in fretta ma con il passare del tempo e quando la passione comincia ad attenuarsi, la persona più giovane  può cominciare a rendersi conto di essersi preso  delle responsabilità  sull'onda dell'entusiasmo ma senza una vera consapevolezza di quello che comportavano. Rimpiange di non  goduto abbastanza la vita prima di impegnarsi e il rimpianto per la gioventù perduta con tutte le sue possibili occasioni può minare il rapporto di coppia alla base. Questo vissuto può essere innescato dai primi segni di invecchiamento di lei che possono creare in alcuni uomini molta  angoscia.
Purtroppo il divario di età diventa sempre più visibile con il passare degli anni ed occorre da parte dell’uomo molta maturità per accettare la situazione.


martedì 4 aprile 2017

Le prestazione sessuali e l'ansia da prestazione .. che paura!!!


Chiunque vuole fare una bella figura quando ha un rapporto sessuale. Gli uomini vorrebbero essere i più vigorosi e duraturi e le donne le più intraprendenti e fantasiose; ma se non fosse così? Se si venisse a sapere che lui ai suoi amici racconta di un rapporto noioso? O che lei parla alle sue amiche di quanto sia stato breve o poco soddisfacente?
Il pensiero e l’idea che ciò possa accadere getta tutti in un certo sconforto e questo è il motivo principale da cui può scaturire quella che viene chiamata ansia da prestazione: la paura di non riuscire ad essere all’altezza. Ma chi soffre di ansia da prestazione?
Fino a qualche tempo fa erano gli uomini coloro che maggiormente soffrivano di ansia da prestazione. L’uomo da sempre ha considerato le proprie capacità sessuali come un metro di misura indice di virilità, forza, affidabilità. L’uomo che è  un buon amante a letto è un uomo in grado di offrire sicurezza alla famiglia e di generare figli forti e sani.
Oggi però anche alle donne è richiesta una certa partecipazione tra le lenzuola, perciò l’idea che molte hanno di non avere le giuste capacità può gettarle nello sconforto e procurare loro anche un certo disagio.
Oggi sono statisticamente gli uomini adulti che temono di più di non riuscire a soddisfare una nuova compagna, ma anche ragazzi e ragazze giovani alle prime armi e adulti di entrambi i sessi che, semplicemente, non si sentono sicuri si sé, quindi l’ansia da prestazione colpisce tutti. Probabilmente anche la gran quantità di scene di sesso in qualsiasi film o serie televisiva dà l’idea che per avere un buon rapporto sessuale si debbano avere capacità o caratteristiche ben definite senza le quali nulla andrà a buon fine.
In questo modo può sorgere nelle persone quel senso di paura o disagio che certo non può migliorare le cose. La paura di non essere all’altezza, di non essere capace o di non soddisfare le aspettative, può provocare negli uomini delle disfunzioni erettili e nelle donne la tendenza ad evitare le occasioni, ad apparire distanti e disinteressate o addirittura essere così preoccupate di far bella figura da rincorrere un orgasmo che non arriva.
Ma l’ansia da prestazione è un fattore psicologico gestibile che deve essere tenuto sotto controllo affinché le proprie storie abbiano un lieto fine; l’importante e rendersi conto che si tratta principalmente di un problema di autostima e che da soli o con l’aiuto di uno psicologo è possibile liberarsene e tornare a vivere con rilassatezza e gioia il rapporto con gli altri.
Se ci si rende conto che si tende, per paura, ad evitare l’occasione di passare la notte con un/una partner che ci piace molto evidentemente è necessario prendere dei provvedimenti.
Ma vediamo insieme nell’immediato cosa possiamo fare per alleggerire l’ansia da prestazione. Inizialmente è possibile cercare di impegnarsi da soli alla risoluzione del problema, la questione infatti è solamente psicologica e con un po’ di impegno si può riuscire a vincere l’imbarazzo e l’ansia, ma se si dovesse fallire degli esperti sicuramente sono in grado di fornire il proprio aiuto. La prima cosa da fare è capire che le scene di sesso che si vedono in TV o nei film porno molto  raramente assomigliano a dei rapporti veri, la maggior parte delle volte la ricerca di una bella immagine e di una storia avvincente supera la mera rappresentazione della realtà.
Una volta capito questo è necessario, per quanto riguarda l’uomo, che vengano allontanati dalla mente tutti quei pensieri che sono la causa della difficoltà erettile: la paura di non durare abbastanza, di non avere una buona erezione, di non piacere alla partner. La donna deve invece rendersi conto che non è necessario essere le “pantere” di cui tanto si parla; in realtà infatti sono ben pochi gli uomini che vogliono la donna aggressiva e “al comando” nel rapporto sessuale, nella maggior parte dei casi l’uomo vuole essere dominante e quindi per soddisfarlo basta essere, sì partecipative, ma non certo delle mangiatrici di uomini.
Quindi possiamo ben capire che sia uomini che donne dovrebbero credere maggiormente in sé stessi e nelle proprie capacità di saper soddisfare l’altro, senza impersonare un atteggiamento o un’azione che si pensa possa essere di massimo gradimento per la/il partner : l’autostima nel sesso è fondamentale, credere in sé stessi rende più sicuri e anche più rilassati e sono proprio queste le regole base per un buon rapporto sessuale: non dubitare del proprio valore e abbandonarsi al piacere così che entrambi i partner possano vivere al meglio un momento piacevole senza il timore che l’altro racconti agli amici di un rapporto noioso o troppo breve.
Se vi rendete conto che questi piccoli consigli non riesco a sgretolare l’ansia non esitate a rivolgervi ad uno psicologo potrà aiutarvi nel breve periodo a risolvere tutto e godervi un perfetto rapporto sessuale.


martedì 28 marzo 2017

Piccole regole per non far finire il piacere intimo della coppia

Quando il rapporto di coppia si presenta sempre lo stesso e sempre con le stesse modalità di azione si può arrivare all’appiattimento del desiderio sessuale. Non si tratta di appagamento, ma semplicemente una rottura di un equilibrio che si è andato man mano spegnendo. Ma ci sono tanti piccoli gesti che con l’andare avanti nel tempo la coppia dimentica o non ha più interesse a compiere forse intendendoli come inutili visto che sono già stati fatti anche se all’inizio del rapporto infuocavano la situazione. Tanti gesti, tra cui alcuni di questi, invece possono essere salutari per il benessere della coppia e riaccendono quel desiderio sessuale spento che spesso è causa di incomprensioni e rottura del rapporto. Ad esempio è importante fare l’amore con la luce accesa, ma lasciate che la stanza si illumini di una luce soffusa, tutto questo favorirà il contatto visivo, che crea un’intesa davvero potente, soprattutto se voi o il vostro partner siete dei “visivi”. È importante dormire nudi perché i corpi si toccano casualmente e se incontrano pelle nuda, si risveglia la voglia di coccole, preludio del desiderio sessuale; così come può essere importante lavarsi insieme poiché fa parte di un codice di intimità: si vede l’altro per com’è senza finzioni e ciò aiuta a tenere alto il desiderio. Il sesso non è solo un atto fisico, quindi parlarsi, esprimere i propri desideri o frustrazione, raccontare la propria giornata contribuisce a tenere viva l’attenzione. Che in camera da letto apre alla sfera erotica. A fine giornata chiudere telefonini e computer e dedicarsi esclusivamente al coniuge, senza continuare a stare dietro a chat ed altro. Può essere importante guardarsi un film oppure leggere insieme un libro o un racconto erotico: non stiamo parlando necessariamente di un porno o kamasutra da guardare insieme. L’erotismo si accende anche con un film in cui ci sono raffinate scene sensuali. Vi verrà voglia di sostituirvi ai protagonisti e imitare le loro azioni. Insomma, regole ben precise in realtà non ce ne sono, ma dei piccoli accorgimenti possono assolutamente aiutare a far uscire la coppia dall’appiattimento che porta a diminuire il piacere sessuale della coppia.

sabato 25 marzo 2017

Chi sono i serial lover? Breve manuale semiserio di sopravvivenza per non cadere nella rete dei serial killer di cuori


Tutte ci siamo passate, le più fortunate solo una volta, le più sfortunate un po’ di più (ma non vogliamo farci del male e restiamo vaghe). La storia è sempre la stessa: un incontro fulminante, carte false per avere il nostro numero, un paio di appuntamenti da sogno, fiori, corteggiamenti e poi puff … scompaiono nel nulla come dei veri illusionisti.

La prima reazione è naturalmente il senso di inadeguatezza e il calo vertiginoso della nostra autostima. C’è chi si domanda “avrò detto qualcosa che non va? forse quel vestito non andava bene? dovevo assecondarlo in qualcosa?”, altre invece, si abbandonano all’esclamazione “ma quanto posso essere stata imbecille a non capirlo!!!” e ordiscono atroci vendette per ricostituire la loro sicurezza. Tutto per lo stesso motivo, lui che ci ha fatto toccare il cielo con un dito, che ci ha fatto sentire l’unica donna sulla terra, all’improvviso e senza una plausibile spiegazione sparisce nel nulla (quel degenerato): niente telefonate, niente sms, niente messaggi su Facebook.

La verità è che esiste una categoria ben nutrita di uomini che pur avendo le carte in regola per fare impazzire una donna, hanno una drammatica nota comune: sono semplicemente allergici ai legami, patologicamente incapaci di stabilire rapporti seri e duraturi con l’altro sesso. Vuoi per un cattivo rapporto con la figura materna, vuoi per motivazioni psicologiche più profonde o semplicemente a causa di una recidiva ed inguaribile sindrome di Peter Pan, questi uomini non riescono o meglio non vogliono coltivare un rapporto stabile, preferendo saltellare di fiore in fiore come apine in primavera.

Povere noi che cadiamo nelle grinfie di questi Don Giovanni moderni: quante lacrime e quanti dubbi su noi e sulla nostra bellezza! Ma donne è ora di aguzzare la vista per riconoscerli al primo incontro, alla prima occhiata ed evitare così dolorose esperienze di cuore che potrebbero segnarci per sempre.

Perchè prevenire è meglio che curare! Ed è così che ho pensato ad un piccolo manuale semiserio una guida di sopravvivenza tutta al femminile, che ci trasformerà in vere Terminator pronte a riconoscere al primo incontro e rendere la vita dura anzi durissima ai più comuni serial lover, questi piccoli sadici rovina donne e autostima che vanno in giro senza museruola e guinzaglio ad azzannare a caso le loro prede senza alcuna pietà per poi lasciarle sedotte e abbandonate nel modo più veloce possibile. 



Ma ragioniamo per categorie: 
·                     quello che è sempre connesso: è colui che ha un grande passione per la tecnologia, possiede un cellulare che costa più o meno come la nostra auto. Possiede un profilo su tutti i social network del mondo, anche su quelli ancora da inventare e ha tutte le applicazioni per chattare. Si riconosce perché prima di chiedere il nostro numero di telefono ci domanderà se abbiamo WhatsApp o Skype.Dal momento drammatico in cui gli diamo il numero o il nostro profilo social/app, inizia una caccia su più fronti finalizzata a ottenere la nostra attenzione: faccine affettuose, pioggia di cuori e rose rosse, frasi dolcissime che conducono tutte a farci credere che vuole approfondire la nostra conoscenza e che lo interessiamo veramente. Comincerà a tempestarci di sms più o meno divertenti e romantici che inizieranno sempre o comunque conterranno frasi del tipo “mi sei mancata” nonostante vi siate conosciuti da appena 18 ore, “ieri sera quando ti ho visto mi è mancato il fiato da quanto stavi bene”. Insomma dispenserà caramelle a più non posso che faranno accrescere la nostra autostima, ma solo per attrarci nella sua tela. Donne, resistere sarà dura, perchè questo tipo è eccezionale nei flirt, peccato che però lo è solo a distanza: dimostra di essere romantico, di pensarla come noi, ci farà ridere, ci farà sentire belle. Insomma farà tutto quello che le donne hanno sempre sognato da un uomo. Questo essere però è da evitare al 100%, perchè nel migliore dei casi ha solo paura dei legami concreti, nella peggiore (e purtroppo frequente) delle ipotesi flirta solo online avendo già una fidanzata o peggio ancora una famiglia! Via via, scappateeeeeeee!! 
·                     L’ancorato al passato: purtroppo l’uomo appartenente a questa categoria è più subdolo perché non si palesa fin quando non lo abbiamo di fronte al ristorante al nostro primo appuntamento. E’ lì che la conoscenza si fa un po’ più personale e lui sgancia ciò che diverrà la bomba a orologeria del nostro rapporto con lui: la sua ex. Inizia dicendo che esce da una storia seria e non vuole nulla di impegnativo, peccato che poi inizia un esaltazione infinita su quanto la sua ex fosse dolce, su quanto lo facesse soffrire, su quanto vino bevesse e quale dessert preferisse. Se abbiamo il coraggio di accettare la sfida e provare a farlo innamorare rischiamo ancora di più: si sentirà spaventato dall’importanza che inizierà a darci e scapperà via. Conviene giocare d’anticipo e correr via dopo cena! 

·                     L’innamorato a singhiozzo: quest’uomo è quello che tra tutti gli incapaci emotivi si mimetizza meglio, perché all’inizio della relazione è esattamente identico nel comportamento agli uomini normali che cercano qualcuno da amare. Apre la portiera dell’auto, regala fiori ed è tutto attenzioni solo per noi, insomma un sogno. Con lui si possono passare diversi appuntamenti da manuale e un periodo di felicità delirante, finchè un bel giorno, dopo aver programmato una romantica cena a due, arriverà mezz’ora prima il fatidico sms per informarci che improvvisamente ha avuto un contrattempo e rinvia il tutto a data da destinarsi. Data che poi ovviamente non verrà mai. E cavolo! informami almeno due ore prima invece di costringermi agli estenuanti preparativi di trucco e parrucco… no? I più infimi addirittura fissano più incontri e rinviano sempre qualche minuto prima o addirittura dopo un’ora di furibonda attesa, adducendo man mano scuse sempre meno convincenti. Ma non finisce qui! Passa qualche mese noi lo abbiamo ormai metabolizzato e dimenticato e lui che fa? improvvisamente arriva e si palese con un sms pieno di gentilezza che chiede con innocenza assoluta “Quando ci vediamo?” Mai mai mai e poi mai accettare, ricomincerebbe il suo iter dopo qualche bella serata e ci ritroveremmo nella stessa situazione. Non lasciamoci incantare dalle sue giustificazioni e dalle sue promesse che non lo farà più, perchè non sarà così. Insomma, categoria assolutamente da evitare se vogliamo salvaguardare la nostra sanità mentale. 
·                     L’inguaribile romantico: è il tipico uomo uscito da un manuale di galateo romantico vecchio stampo: pieno di attenzioni, messaggini dolci, regali a sorpresa e quant’altro. E’ difficile non rimanere galvanizzate da un uomo così, che ci copre di attenzioni all’inverosimile e ci fa sentire il centro del suo mondo. Attenzione però! Se gli sguardi innamorati e le attenzioni arrivano troppo presto, nell’80% dei casi sono fuochi di paglia. In genere ciò che inizia così velocemente, altrettanto rapidamente finisce. All’inizio questa tipologia di uomo è appiccicosa all’inverosimile: dieci telefonate al giorno “solo per dirti che ti pensavo”, messaggini alle due di notte per informarci che ci sta sognando e sdolcinatezze del genere. Insomma un ciclone che entra nella nostra vita con l’entusiasmo di un bambino davanti al barattolo della nutella. Poi però passa un mesetto e improvvisamente le attenzioni svaniscono d’un botto. Se gli domandiamo cosa non va, magari ci risponde anche che lo stiamo opprimendo. Proprio come i bambini, questo tipo di uomo si appassiona velocemente alle novità con grande fervore, per poi stufarsi dopo qualche tempo. Attenzione a non cedere alle sue iniziali romanticherie, si rischia di rimanere scottate e soffrire tantissimo quando si rivela per ciò che è: un infantile che non riesce ad affezionarsi seriamente a nessuno. Scappare a gambe levate!


Quindi donne ecco come possiamo difenderci: la soluzione più giudiziosa che si può applicare per tutelarsi da un amante seriale è aprire gli occhi il più possibile accettando la realtà, e non farsi ammaliare da tutta una serie di favole con le quali questo tipo di uomo tenta di affascinare. È fondamentale credere ai fatti e non alle parole. E in bocca al lupo a noi tutte!

martedì 14 marzo 2017

Le donne e il sesso

Dopo il manuale semiserio di sopravvivenza all’incontro con i serial lover oggi voglio cimentarmi in un altro piccolo manuale di sopravvivenza per noi donne al sesso ma rivolto agli uomini.
Eh già perché cari maschietti, vorrei provare (e credetemi cercherò di essere più semplice possibile) a eliminare dalle vostre certezze (di alcuni, per carità, mica di tutti) i più radicati (e sbagliati) luoghi comuni sulla sessualità femminile. Delle vere e proprie leggende metropolitane miei cari, come quella sulla masturbazione, che sarebbe un tabù per noialtre, o i preliminari 

Ecco allora i sette luoghi comuni che vogliamo sfatare. 



Per le donne, il sesso non è importante
Beeep Sbagliato! Alle donne piace fare sesso, assolutamente si! E piace farlo tanto e bene. A volte l’ardore può scoppiare imprevisto e irrefrenabile proprio come accade a voi uomini. Solo che, difficilmente, ci sentirete dire «quello lì? me lo farei dalla mattina alla sera», a meno che non siate la sua migliore amica. È una questione di stile, di. C’è poi la questione del sesso all’interno di un rapporto di coppia. O meglio, della mancanza di sesso. Ecco, se vi sono donne (e le statistiche dicono che non sono poche) che vivono la sessualità come un obbligo, un dovere, non è per una loro presunta frigidità, ma perché qualcosa in quel rapporto si è rotto, non funziona più. E quando i rapporti si rompono, la colpa non è mai di uno solo.

Tra loro, le donne parlano di sesso meno degli uomini
Ne siete sicuri? In realtà le donne parlano spesso e a lungo di sesso, soprattutto delle loro prime volte con un nuovo partner. La differenza è che non stanno sul generico, non tergiversano, non si vantano di mirabolanti (e inesistenti) prestazioni come voi maschietti, ma passano senza difficoltà ai dettagli più piccanti. E quando vogliono possono essere molto crudeli.



Alle donne la masturbazione piace poco
Qua occorre fermarci un attimo e approfondire un po’: il termine masturbazione proviene dal latino manus (mano) e stuprare (sporcare, contaminare). È chiaro dunque perché l’atto di darsi piacere da soli sia sempre stato condannato. Anzi in realtà no, perché per le popolazioni antiche era un atto assolutamente naturale; ma ad un certo punto della storia in poi la masturbazione è diventata un tabù. Soprattutto per le donne, come al solito colpevolizzate ben più dei maschi. In sostanza, non essendo legata al tema della riproduzione ma a quello del piacere, la pratica è stata condannata in quanto colpa gravissima. Per fortuna oggi la sessualità è vissuta in modo molto più libero, anche se le donne che ammettono di masturbarsi sono ancora poche (il 45% dice di farlo regolarmente). Le altre? Beh, siamo sicure che anche loro comunque siano ben consapevoli degli effetti positivi della masturbazione. Masturbandosi si allentano le tensioni, s’impara a conoscere e ad amare il proprio corpo e di riflesso, a migliorare la sessualità.

Scarsa lubrificazione significa scarsa eccitazione
Non è detto. La secchezza vaginale sporadica può avere diverse cause. Bisogna considerare lo stress, gli sbalzi ormonali, la mancanza d’attività sessuale, le cure mediche. 

Senza preliminari una donna non è pronta al sesso
Pensate che addirittura, secondo un’indagine americana, a quasi una donna su due non piace il cunnilingus. Chi l’avrebbe mai detto? Ecco, maschietti, irate un sospiro di sollievo e tranquillizzatevi. Non esiste l’obbligo di preliminari. Se ne può fare anche a meno. Ma sappiate comunque che dal punto di vista fisiologico le donne possono comunque avere bisogno di tempi un po’ più lunghi per raggiungere una vasocongestione e una certa lubrificazione. I preliminari, in questo caso, servono come riscaldamento, ma cosa più importante, per creare una maggiore vicinanza con il partner. Quindi non dimenticateli ma creatine sempre di nuovi.

Per una donna, niente amore = niente sesso!
Certo, fare l’amore con la persona che si ama è il massimo. Ma le donne ormai hanno imparato (dagli uomini, per una volta) ad accontentarsi. E sanno benissimo come tenere separate le emozioni dal sesso, senza per questo sentirsi in colpa. D’altronde, la mancanza d’amore mica implica la mancanza di attrazione fisica. 

La chiave del piacere al femminile risiede nelle dimensioni.
Esatto. Le dimensioni contano. E molto. Ma solo per gli uomini, che pare passino il loro tempo a misurarselo (per controllare se nel frattempo è aumentato! Illusi!!!). Ebbene, cari maschietti, mettetevelo in testa: l’organo principale del piacere femminile è il clitoride. E per stimolare il clitoride non serve un arnese grande così (per usare parole vostre): servono le mani, la bocca e anche il pene, ma un pene più grande non offre alcun vantaggio speciale. Non solo: la profondità della vagina non è infinita, ma di 8 centimetri in riposo e di 12 cm in stato di eccitazione. E il punto G non si nasconde là in fondo, da qualche parte. Invece di concentrarvi sul vostro compagnuccio di avventure erotiche, concentratevi su di noi! Godremo di più noi e godrete di più voi!!

Bene il mio piccolo manuale di sopravvivenza si ferma qui con gli uomini (non arrabbiatevi in fondo lo sapete anche voi) è meglio non esagerare con le informazioni. Buon lavoro maschietti!